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Analisi della Scena del Crimine 

... I nostri collaboratori… SONO I TUOI OCCHI…

 

Case studies:

- Virus (Rimini)

- Vincolo associativo (...)

- Duplice omicidio in un quartiere di Napoli

- Presunto suicidio (Parma)

- Il giudice, i cani, le telecamere (Rimini)

- M. M., S. M., il talk show e la PNL (Avetrana)

Il sopralluogo 

Il sopralluogo moderno sulla scena del crimine nasce dall’intuizione di Ottolenghi di applicare il metodo scientifico al sopralluogo giudiziario.

Solo quando gli esperti di ogni disciplina si fossero riuniti in modo armonico e sinergico per aiutare l’Autorità Giudiziaria ad individuare l’autore di un reato si sarebbe compiutamente realizzato il progetto dell’Ottolenghi.

La Polizia Scientifica e i reparti specializzati delle Armi sembra abbiano recepito questo spirito inserendo in organico fisici, chimici, biologi, ingegneri, medici-legali per una più puntuale ricerca delle prove del reato.

Inquisitorio ... Accusatorio

Questo inserimento avviene contestualmente alla trasformazione del sistema processuale penale da inquisitorio a prevalentemente accusatorio. Secondo le nuove disposizioni, infatti, la prova deve essere formata nel dibattimento in contraddittorio tra l’accusa e la difesa: l’investigazione necessita dunque di rapidità di decisioni, concretezza di azione e ripetibilità.

Una rivoluzione tecnica e culturale

Il protocollo che costituisce il metodo tradizionale del sopralluogo non è mutato; ciò che ha subito profonde trasformazioni sono le tecniche di intervento, di repertazione, conservazione ed analisi delle tracce del reato: le indagini tecniche sono le più interessate a questa continua evoluzione tanto da avere sconvolto anche il modo di intendere l’investigazione tradizionale.

Questa rivoluzione che oltre a essere tecnica è formativa, deve interessare gli operatori di Polizia Scientifica ma anche i ruoli di contorno e destinatari dei loro risultati. Conoscere le reali possibilità di impiego di una certa tecnologia o il significato oggettivo di un risultato sperimentale, devono portare gli investigatori, i magistrati, gli avvocati e i giudici a conoscere quali siano i quesiti cui “lo specialista” può rispondere, distinguendo tra ciò che è possibile chiedere da ciò che è possibile ottenere.

Una scarsa cultura del metodo scientifico, infatti, può portare a credere in modo esasperato nell’onnipotenza delle nuove tecnologie, rendendo impalpabile e sfumato il limite tra scienza e fantascienza e produrre errori giudiziari.

Sulla scena e oltre

La preservazione e l’analisi della scena del crimine non disgiunta dalla certezza della catena di custodia e dell’attività di laboratorio sono le condizioni indispensabili per la riuscita di una buona indagine, ma questo dipende esclusivamente dalla formazione e dalla collaborazione di tutti gli operatori. Quando la scena del crimine è affollata, le tracce dell’autore del reato possono essere inquinate perchè sottratte o confuse, gli estranei possono lasciare altre tracce che erroneamente potrebbero essere ricondotte all’autore del reato, e risultare dunque liberatorie per esempio rispetto ad accertamenti del DNA.

E’ auspicabile, pertanto, che sulla scena del crimine si trattengano esclusivamente gli specialisti chiamati per l’intervento, e che solo al termine del sopralluogo possano aver accesso gli altri operatori della polizia giudiziaria e/o i consulenti dell’A.G. che specialisti del sopralluogo non siano. In molto casi questo non avviene o non viene rispettata la catena di custodia.

Il nostro lavoro scientifico consiste, quindi, nello scardinare e ricomporre:

preservazione della scena

 

 

    catena di custodia delle prove
analisi della scena    

 

 

attività di laboratorio (procedure, sistemi)

 ricostruzione della dinamica del delitto    
    attribuzione di responsabilità
tecniche di interrogatorio e copying    
    valutazione imputabilità e pericolosità sociale

...per la difesa, per la parte civile, per  lo stato.

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